News fatturazione elettronica

Si informa che il Garante per la Privacy, con provvedimento n. 481 del 15 novembre u.s., ha esercitato per la prima volta il potere correttivo di avvertimento nei confronti dell’Agenzia delle entrate, segnalando che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come è stato regolato, “presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali”. Per questo motivo ha chiesto all’Agenzia di far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica.

Il nuovo obbligo di fatturazione elettronica - esteso a partire dal 1° gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori - presenta, secondo il Garante, un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito.

Nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione, il Garante ha rilevato, in primo luogo, che l’Agenzia, dopo aver recapitato le fatture in qualità di “postino” attraverso il sistema di interscambio (SDI) tra gli operatori economici e i contribuenti, archivierà e utilizzerà i dati anche a fini di controllo. Tuttavia, non saranno archiviati solo i dati obbligatori a fini fiscali, ma la fattura vera e propria, che contiene di per sé informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.

Altre criticità derivano dalla scelta dell’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi preferirà comunque continuare a ricevere la fattura cartacea o digitale direttamente dal fornitore, come garantito dal Legislatore.

Ulteriori problemi pone il ruolo assunto dagli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, alcuni dei quali operano anche nei confronti di una moltitudine di imprese, accentrando enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri, grazie a possibili collegamenti e raffronti tra fatture di migliaia di operatori economici. Anche le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia (come la conservazione dei dati) presentano criticità per quanto riguarda i profili di sicurezza.

L’Autorità evidenzia, inoltre, che sarebbe stata opportuna una preventiva consultazione, peraltro stabilita dal previgente Codice privacy e dal nuovo Regolamento Ue, per assicurare fin dalla progettazione l’avvio del nuovo sistema con modalità e garanzie rispettose della protezione dei dati personali, introducendo misure tecnico organizzative adeguate in tutta la filiera del trattamento dei dati personali per la fatturazione elettronica. In proposito, si rammenta che l’Associazione Nazionale dei Commercialisti (Anc) aveva già segnalato il 19 ottobre u.s. all’Autorità Garante per la Privacy le criticità che caratterizzavano le procedure previste dalla normativa sulla fatturazione elettronica, in vigore dal prossimo 1° gennaio.

L’Anc ha anche contestato all’Assosoftware la condotta di alcune delle aziende associate volte a condizionare le scelte dei commercialisti per indurli a non adottare soluzioni indipendenti per la gestione della fatturazione elettronica, paventando inverosimili malfunzionamenti che non potranno essere oggetto di assistenza prevista dal contratto.

L’Anc, inoltre, ha indirizzato una lettera all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, evidenziando che il tracciato XML della fattura elettronica è un formato universale: lo stesso, anche quando prodotto da software diversi, rispetto ai gestionali in uso, deve rispondere ad un unico modello regolato dalla Legge italiana. Pertanto, un formato “difforme” o “errato” di fattura elettronica, quando il tracciato risponde alle caratteristiche della normativa, non può esistere, perché sarebbe lo stesso Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate (SDI) a bloccarne la circolazione.

Si comunica che non è stato accolto, al Senato, l’emendamento presentato dal gruppo di Forza Italia alla Commissione Bilancio che chiedeva un anno di proroga per l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Si segnala, infine, che un gruppo di deputati appartenenti al gruppo di Forza Italia, tra cui il Presidente della Federazione, On. Andrea Mandelli, ha depositato il 7 novembre u.s. un’interrogazione a risposta immediata indirizzata al Ministero dell’Economia e delle Finanze sui potenziali rischi legati alla tutela della privacy nell’ambito dell’introduzione della fatturazione elettronica.

Nella risposta, resa nella seduta del 21 novembre u.s., è stato indicato che, a fronte delle criticità rappresentate nel provvedimento del 15 novembre u.s. dal Garante per la protezione dei dati personali, è stato attivato un tavolo tecnico congiunto, Agenzia delle entrate e Autorità Garante, finalizzato ad individuare soluzioni idonee a garantire il rispetto della normativa in materia di privacy.

 

 

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